NUOVO TEATRO VERDI

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Terni


(dalla relazione di progetto)

Le scale del Poletti vengono conservate ma a queste si aggiungono due rampe curve e simmetriche che si sviluppano dal piano dell’ingresso sino al livello della platea del teatro. In tal modo dall’atrio si intravede uno spazio scenografico con le persone che occupano le scale, un rimando alle soluzioni tradizionali dove era percepita un’idea di teatro “ancor prima” dello stesso e il gioco di sguardi tra palchi e platea poteva iniziare ben prima dell’ingresso in sala, tra le monumentali scalinate, le passerelle e le persone che stazionavano l’atrio.

Tra sala e scena, tra realtà e finzione, è presente l’arco scenico, con alla sua destra e alla sua sinistra il partito architettonico di un ideale palazzo tipico delle città italiane e una piccola loggia che rimanda ai palchetti di proscenio, con sopra una struttura a traliccio in metallo grigio chiaro come il soffitto e il palcoscenico, una soluzione dal carattere industriale che rimanda al concetto di teatro inteso come una macchina, una fabbrica, una fabbrica dove si produce cultura.


(dalla relazione di progetto)

Il progetto per la realizzazione del nuovo Teatro Comunale “Giuseppe Verdi “ a Terni, nasce dalla necessità di restituire alla città umbra un’architettura civile oggi dimessa a causa di una precarietà costruttiva, impiantistica e normativa, con un intervento che consideri gli obblighi riguardanti deli C.C.,ella normativa regionale e delle prescrizioni della Soprintendenza ai BB.AA.AA dell’Umbria.

Il progetto di concorso è stato pensato tenendo conto delle attuali esigenze della comunità e dell’Amministrazione pubblica, che richiedono un Teatro Comunale che torni ad essere occasione di riunificazione della civitas, oltre che luogo di manifestazioni teatrali e in particolare della musica lirica, un’attitudine che fa parte della tradizione del Teatro Verdi.

La divisione in due stralci evidenziati nella pianta del teatro, consentiranno una programmazione dell’attività costruttiva che nella prima parte prevede un consolidamento della sala con utilizzo provvisorio della stessa e del sottostante ridotto e un parziale uso del palcoscenico, mentre nel seguento stralcio di una nuova e funzionalmente adeguata torre scenica.

Le scale del Poletti vengono conservate ma a queste si aggiungono due rampe curve e simmetriche che si sviluppano dal piano dell’ingresso sino al livello della platea del teatro. In tal modo dall’atrio si intravede uno spazio scenografico con le persone che occupano le scale, un rimando alle soluzioni tradizionali dove era percepita un’idea di teatro “ancor prima” dello stesso e il gioco di sguardi tra palchi e platea poteva iniziare ben prima dell’ingresso in sala, tra le monumentali scalinate, le passerelle e le persone che stazionavano l’atrio.

Tra sala e scena, tra realtà e finzione, è presente l’arco scenico, con alla sua destra e alla sua sinistra il partito architettonico di un ideale palazzo tipico delle città italiane e una piccola loggia che rimanda ai palchetti di proscenio, con sopra una struttura a traliccio in metallo grigio chiaro come il soffitto e il palcoscenico, una soluzione dal carattere industriale che rimanda al concetto di teatro inteso come una macchina, una fabbrica, una fabbrica dove si produce cultura.

Il nuovo palcoscenico, dotato di una fossa per l’orchestra con copertura movibile meccanicamente, ottiene visibilità da ogni posto, dalla platea sino ai posti nel loggione soprastante, come è comprensibile dalla sezione longitudinale. La nuova organizzazione del palcoscenico muta l’economia generale dello spazio, soddisfacendo le esigenze richieste quali la disposizione delle scene spostabili lateralmente su ambo i lati, la schermatura delle aree di manovra nei confronti degli spettatori, una collocazione pratica dell’orchestra accessibile da due passaggi retrostanti posizionati sotto il palcoscenico, direttamente connessi ai camerini e ai depositi degli strumenti musicali.